Tre città rendono omaggio a Jagoda Buić

GomeneDi formazione cosmopolita Jagoda Buić nasce a Spalato nel 1930, studia a Zagabria dapprima all’Accademia di Arti Applicate e poi alla Facoltà di Filosofia; si laurea cum laude maxima all’Accademia di Vienna; poi si trasferisce a Roma dove studia ‘Scenografia del film’ a Cinecittà; quindi a Venezia dove si specializza ‘Storia del costume’ al Centro delle Arti e del Costume a Palazzo Grassi a Venezia. Vive tra Venezia, Dubrovnik e Parigi. Pioniera e artista storica della Fiber Art svolge un’intensa e poliedrica attività artistica, che varia dalle sculture tessili alle grande installazioni, dalle opere in carta ai progetti teatrali di cui cura la scenografia e i costumi, dai balletti ai film.  Quando espone alla II Biennale dell’Arazzo a Losanna, insieme alla polacca Magdalena Abakanowicz, provoca una vera e propria rivoluzione espressiva a cui guarderanno tutti i fiber artisti europei. Le sue opere sono oggi presenti nei musei di tutto il mondo, dal Metropolitan Museum di New York al Musée d’Art Moderne de la Ville de Paris, dal Museo d’Arte Moderna di Zagabria allo Stedelijk Museum di Amsterdam.

A gennaio, in occasione dell’ingresso della Croazia nell’Unione Europea, il Museo Revoltella di Trieste le ha dedicato una grande mostra antologica, Theatrum Mundi, il cui progetto di allestimento è stato curato dalla stessa artista, diviso in 4 sezioni: – Grandi opere ambientali: sculture tessili, arazzi murali  – Le opere in carta: disegni, collages, sculture – Il Teatro: costumi e maquettes (circa 50 lavori) 1983). Visitando le quattro sezioni si poteva ripercorrere idealmente la storia della sua produzione artistica: a partire dalle grandi e imponenti installazioni che negli anni Settanta si fa tessere dalle artigiane di Srbija (tra la Serbia e il Montenegro) le gomene delle navi usate e abbandonate nei porti, che fa disfare, tingere e ritessere sotto la sua guida. Nascono grandi opere architettoniche attraversate da nervature a rilievo, ruvide e forti, che le rendono arcaiche e modernissime ad un tempo. Le forme sono scenografiche, arrotondate, mostrano un aspetto organico che suggerisce l’immagine di foreste primordiali, paesaggi minerali stratificati, accumuli morfologici compatti.

In maggio, a Milano, l’Associazione Milanese Incontro Cultura Immagine A.M.I.C.I. ha esposto nei luminosi spazi di Via Dante le opere in carta nella mostra “Jagoda Buic: Carta Canta”, una serie di gradi college (2010-2014) realizzati modulando robusti fogli di carta da pacco che l’artista modella, pieghetta, stropiccia, sovrappone e colora, creando opere vitali ed energiche, delicate e forti, fragili e imponenti, come solo lei, con la sua possente e colta capacità poteva ottenere.

Infine a giugno le sue opere saranno esposte alla Halle Ségur della Maison de l’Unesco, nella mostra “Les espaces interféré”.

Renata Pompas

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