Fiber Art/Arte fuori dal telaio. Una mostra

invitoLa mostra OFF LOOM II nasce da un un progetto di Bianca Cimiotta Lami e Lydia Predominato, a cura di Bianca Cimiotta Lami, Mariastella Margozzi, Maura Picciau, Lydia Predominato. Si terrà al Museo Nazionale delle Arti e delle Tradizioni Popolari -Piazza Guglielmo Marconi 8/10, Roma – dal 23 gennaio al 12 aprile 2015. A quattordici anni dalla sua prima edizione ritorna a Roma questa antologia esaustiva della migliore produzione italiana di Fiber Art, uno scenario in cui si muovono personalità di caratura internazionale e giovani di scintillante talento da anni impegnati in una ricerca che porta lustro al nostro paese senza che esso se ne accorga. In mostra trentaquattro artisti, tra essi il gotha della fiber nazionale ma anche i migliori tra gli esordienti. Il risultato è una rutilante festa per gli occhi ed il tatto: sculture soffici, la tecnica tradizionale dell’arazzo condotta verso esiti imprevedibili, il gusto per il colore e la materia. Senza contare che gli ariosi spazi del MAT hanno stimolato alcuni dei protagonisti della rassegna a presentare opere monumentali con esiti altamente spettacolari.

L’arte della fibra

Ma cos’è la Fiber Art? Pochi in Italia, soprattutto nell’area Centro Sud della nazione, sanno rispondere a questa domanda, anche tra gli appassionati e persino tra gli studiosi d’arte contemporanea. Eppure la Fiber Art – conosciuta anche come Textile Art, Fiber Work, Art Fabric, Nouvelle Tapisserie e Soft Sculpture – si segnala, a livello internazionale, per l’originalità e l’audacia autentiche della sua ricerca, tratti difficili da rintracciare in altre forme dell’odierna produzione artistica. Ora la rassegna presentata dal Museo Nazionale delle Arti e Tradizioni Popolari offre al pubblico la duplice opportunità di conoscere un fenomeno artistico entusiasmante e una struttura museale tra le più affascinanti della capitale, il MAT dell’EUR, la Roma metafisica del Colosseo Quadrato progettata negli anni Trenta per ospitare un’Esposizione Universale mai svoltasi.  La visita alla mostra consentirà di comprendere la natura fluida del movimento Fiber, all’interno del quale opera una vasta e stilisticamente diversificata compagine di artisti portati a raccordo dall’utilizzo di un comune mezzo espressivo, la fibra. I fiber artisti lavorano con le fibre dell’antica e della moderna tradizione tessile: le lane, le sete, i cotoni, i filati sintetici, ma anche con carta, paglia e spago, con le fibre metalliche e con quelle plastiche, oppure con la lana di vetro e via così, sino ad arrivare al concetto immateriale di fibra ottica. Prevalenti tra le tecniche applicate rimangono quelle tradizionali della tessilità, il telaio, insomma, anche se il titolo OFF LOOM (fuori dal telaio) sottolinea come, nei suoi avanguardistici sviluppi di arte a forte vocazione sperimentale, la Fiber non sempre utilizzi quell’antico strumento. Infatti nella loro pratica di lavoro gli artisti della fiber concedono accoglienza ad ogni strumento in grado di soddisfare le esigenze di una creatività torrentizia, confrontandosi agevolmente tanto con il ricamo, il nodo, il cucito, i ferri e tutte le altre tecniche off loom impiegate nella lavorazione artigianale dei filati e dei tessuti, quanto con le tecniche proprie dell’arte contemporanea: collage, stampa, ready made e persino il video e il digitale.

Dall’artigianalità tessile all’arte contemporanea

L’esordio dell’arte tessile come movimento artistico si colloca all’inizio degli anni Sessanta del ‘900, il periodo delle prime importanti rassegne espositive, eventi che vanno intesi come atti finali e suggelli di un lungo processo di emancipazione dall’artigianalità. Un processo iniziato, nel segno di un generale sforzo di riqualificazione delle cosiddette arti applicate, già nella seconda metà dell’800 con il movimento inglese Arts and Crafts, proseguito con l’Art Noveau e, soprattutto, con le avanguardie del ‘900, Futurismo e Bauhaus in primis. Momento cruciale della genesi del movimento fiber è però la Biennale Internationale de la Tapisserie Ancienne et Moderne di Losanna, un progetto del poliedrico artista-arazziere Jean Lurçat.  Le prime tre edizioni della Biennale sono un compendio del processo di fondazione della Fiber Art. Si parte dall’edizione inaugurale del 1963, che espone solo arazzi progettati da artisti contemporanei ma eseguiti da tessitori, e si arriva all’edizione del 1967 con un regolamento che ammette solo opere ideate e realizzate dalla stessa persona e istituisce una sezione di ricerca aperta ad ogni tipo di sperimentazione.

La vocazione sperimentale del movimento fiber

Dal momento in cui ammette l’utilizzo di tecniche alternative al telaio, il nascente movimento fiber intraprende una vertiginosa parabola di ricerca esaltata dall’accoglienza riservata ai risultati delle ricerche promosse dall’industria tessile. Il progresso della Fiber Art appare legato a doppio filo a quello dell’industria tessile, un comparto delle moderne economie industriali che ha attribuito assoluta centralità all’innovazione tecnologica. Non casualmente la Fiber Art conosce il suo massimo radicamento e sviluppo nelle zone industriali. Nel nostro paese, ad esempio, è un fenomeno tendenzialmente legato alle regioni del nord produttivo.

La Fiber Art in Italia

In Italia la Fiber Art è stata sdoganata come forma d’arte solo alla fine degli anni Ottanta. Eppure, come ben evidenzia il percorso espositivo della mostra del MAT, i nostri fiber artisti hanno da subito ben meritato i riconoscimenti che, a livello internazionale, gli sono spesso stati tributati. A remare contro la loro affermazione in patria sono sicuramente state le condizioni socioculturali dell’Italia del dopoguerra: un paese contadino con tanta fretta di industrializzazione che viveva con imbarazzo la sua tradizione artigianale.  Ora il clima è cambiato e le curatrici di OFF LOOM giurano che i tempi sono maturi per scommettere su un nuovo progetto, la Biennale Internazionale di Fiber Art di Roma. Qualcosa di più di una dichiarazione di intenti: una promessa.

Info: +39 06 5926148 – 06 5910709  Mail: ic-d@beniculturali.it

 

CONDIVIDI

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here